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Querela nei confronti del sig. Beltrame e del giornale "L'Arena"

Il Comitato Pro Hellas Verona, associazione no-profit regolarmente costituita e registrata con l'obiettivo di promuovere iniziative a sostegno dell'Hellas Verona e dei suoi tifosi, è una realtà che non è espressione di alcuno dei gruppi che vengono identificati all'interno della tifoseria gialloblù, ma anzi, vuole rappresentare tutti, dalla curva alla tribuna, dai calcio club ai semplici sportivi. La composizione della sua base associativa non è riconducibile ad alcuna aggregazione, ufficiale od ufficiosa, precustituita o riconosciuta, ed è quantificabile in circa un migliaio di aderenti, da ogni parte d'Italia e persino da fuori il territorio nazionale.

Come da statuto, ci preme ricordare che, testualmente (Titolo II, art. III):

«a) Il "Comitato Pro Hellas Verona" si ispira a principi di solidarietà e tutela del patrimonio sportivo e culturale della città di Verona.

b) Il "Comitato Pro Hellas Verona" non ha fini di lucro, opera per l'esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale e la sua struttura è democratica».

In questa occasione siamo qui per comunicare ufficialmente e pubblicamente, che in data 7/04/2009 presso il Tribunale di Verona, è stata depositata una querela per diffamazione a mezzo stampa nei confronti del sig. Beltrame Giancarlo e della testata giornalistica L'Arena.

Un'azione inedita, che per la prima volta una realtà rappresentante i tifosi dell'Hellas Verona ha voluto portare avanti per tutelarne il buon nome, a fronte di continui, reiterati e ingiustificati "attacchi", illazioni, accuse ed epiteti diffamanti che da anni vengono sbattuti su giornali, televisioni e mezzi di comunicazione in genere.

La tendenza, indiscriminata e ingiustificata, di accomunare l'essere tifoso dell'Hellas Verona a concetti riferiti a fatti di cronaca ed episodi criminosi, non può più essere tollerata o fatta passare come qualcosa di inevitabile, estendendo responsabilità di chiunque venga accusato di delinquere a migliaia e migliaia di Veronesi, accomunati dalla sola passione per la squadra cittadina che da più di 100 anni porta in giro per l'Italia e l'Europa il loro nome.

Al signor Giancarlo Beltrame, giornalista del quotidiano L'Arena, viene contestato il brano che qui riportiamo in neretto, inserito in un suo articolo pubblicato a pagina 14 dell'edizione del 3 marzo 2009: «Sarà che a Verona i ragazzi a scuola si comportano abbastanza bene (salvo poi che qualcuno di loro nei fine settimana si trasforma in un "buthellas" e passa le notti a massacrare di botte qualche malcapitato che ha un'aria diversa dalla sua), sarà che magari al ministero hanno un po' dato i numeri, fatto sta che la nostra città ha dato un ben minimo contributo ai 34.311 cinque in condotta, dei quali 8.151 con sola insufficienza in comportamento, segnalati da Roma».

Nel contesto di un articolo totalmente avulso da fatti sportivi, calcistici o legati alla tifoseria dell'Hellas Verona, e ancora, nel contesto di un articolo completamente slegato da fatti di cronaca, ed eventi criminosi, senza alcuna ragione oggettiva, senza evidenze necessarie all'estensione del pezzo e alla sua comprensione, il signor Giancarlo Beltrame ha inserito un proprio commento personale, identificando i tifosi dell'Hellas Verona con il termine "buthellas" (la cui interpretazione è chiaramente riferita all'unione delle due parole "butel" ed "Hellas", ossia "butel dell'Hellas"), affiancandoli - a sue dire - alla generica abitudine che avrebbero i cosiddetti "butei dell'Hellas", "nei fine settimana", di passare "le notti a massacrare di botte qualche malcapitato che ha un'aria diversa dalla sua".

Il Comitato Pro Hellas Verona chiarisce di non avere alcunché di personale contro il signor Giancarlo Beltrame, né tantomeno contro il quotidiano L'Arena, ma chiarisce, con la stessa fermezza, che è tempo di finirla con questo qualunquismo, questo "tiro al piccione" a buon mercato, queste banalità, questi luoghi comuni infamanti per migliaia e migliaia di Veronesi.

Il Comitato Pro Hellas Verona chiarisce che non si presterà, con questa iniziativa, ad alcuna strumentalizzazione, né politica né ideologica, diffidando chicchessia a metterla in atto; rifiutando a priori, inoltre, contestazioni che avvicinino tale iniziativa ad una malcelata volontà di giustificare o minimizzare ciò che è oggettivo, provato o in corso di indagine, come episodi del passato che comunque nulla hanno a che vedere con la tifoseria dell'Hellas Verona e quand'anche ad essa riferiti (quali episodi di violenza e intolleranza, da stadio o meno, lontani nel tempo), ininfluenti per l'estensione di un articolo sui voti in condotta degli studenti veronesi.

Il Comitato Pro Hellas Verona, confidando nella Magistratura e nelle leggi della Repubblica Italiana, informa che ogni eventuale somma di denaro risultante dall'accoglimento di una qualsiasi richiesta di risarcimento, come conseguenza delle querela e della costituzione a parte civile, verrà destinata in beneficenza e in attività di utilità sociale che, nel caso, verranno comunicate pubblicamente in seguito.

Ciò che ormai risulta assolutamente insopportabile è la mancanza di rispetto nei confronti non solo della tifoseria, ma soprattutto di tutti i cittadini che di essa se ne sentono parte.

Questo è solo il primo passo che il Comitato Pro Hellas Verona ha intenzione di compiere per iniziare a tutelare la nostra dignità, la nostra immagine e il nostro buon nome di onesti cittadini veronesi, prima ancora che di tifosi, nei confronti di un gioco al massacro ancor più incomprensibile perché non nasce solo da fonti esterne, ma trova terreno fertile persino dentro le mura della nostra città, e i cui esecutori sembrano non rendersi conto, forse, di quali gravi danni produca non solo agli appassionati di calcio del Verona ma anche ai Veronesi tutti e alla città di Verona.

 

D'ora in poi vigileremo sempre e costantemente affinchè tali episodi diffamatori non si verifichino più, come vigileremo per cercare di impedire la morte di cento e più anni di storia sportiva, tutelandoci e difendendoci con tutti i mezzi che la legge mette a disposizione.

 

Il Presidente pro-tempore del Comitato Pro Hellas Verona